Questa volta il meraviglioso e pittoresco mondo dei neomelodici ci porta un personaggio davvero singolare, trattasi di Pino D’Amato, che nel 2007 dedicò un intero album al fenomeno dell’immigrazione cinese che a quanto pare sta interessando anche il meridione. Straordinaria l’intro di “Sti cinis c’anno cumbinat”, originalissima (…insomma), che riporta alla mente grandi classici come “Kung Fu Fighting” e compagnia bella. Certo, il modo in cui Pino parla degli immigrati del sol levante può sembrare un tantino “razzista”, (indubbiamente si può notare un leggero velo di intolleranza nelle sue parole), ma il buon Pino sa farsi perdonare regalandoci altri due capolavori come “Nun pazzià” e la nostalgica e malinconica “Ormaie Fernute” in cui duetta con il grande Pino D’Alba.