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Il Ristretto e la sua spirale cosmica

Il Ristretto e la sua spirale cosmica

Chi è il Ristretto? Un personaggio dietro cui si nasconde un artista? O un artista dietro cui si nasconde un personaggio? Spesso alcuni artisti si perdono nei meandri della propria filosofia di vita, e la loro opera si manifesta attraverso diverse forme di spettacolo. Lo show del Ristretto, all’anagrafe Vittorio Rosa, si basa su una sua teoria: il restringimento del cerbello (non è un errore, per il Ristretto il cervello è il cerbello), il suo scopo è quello di divulgare la sua teoria e tutte le implicazioni filosofiche che ne derivano attraverso la musica. Il primo CD del Ristretto si intitola Poste e Telegrafi, è composto da otto brani ed è ufficialmente il manifesto della sua teoria sul restringimento. In questo disco i primi quattro brani rappresentano lo show in senso assoluto, la descrizione del percorso umano verso la consapevolezza del restringimento, la seconda parte del disco invece è composta da tre brani: Poste e Telegrafi affronta la tematica suggerita dal titolo stesso, Sanghe re brigante, dal sapore meridionale e Elastico un vero e proprio inno all’elasticità mentale contro tutte le prese di posizione e sulla politica del mondo. Dal vivo Ristretto propone uno show molto eclettico, ma c’era comunque da aspettarselo visto lo spirito assolutamente fuori dal comune del personaggio in questione, sul palco compare spesso l’icona della Spirale Cosmica, che a detta dello stesso Ristretto lo accompagna da sempre nella sua vita, all’inizio non ne parlava con nessuno ma quando prese consapevolezza del progressivo restringimento del cervello decise di crearne una rotante e di farne il simbolo del suo stesso personaggio e delle sue teorie.

Per capire meglio il messaggio rinchiuso nella musica di Ristretto preferisco citare direttamente le sue parole pubblicate sulla sua biografia: “Nel linguaggio ristretto compaiono nel tempo altri termini, altri modi di dire, concettualmente conseguenziali ai precedenti, a volte presi in prestito da altri personaggi che si riallacciano alla tradizione umoristica che individua nel cerbello un soggetto privilegiato. Ma compaiono anche termini che già sono di uso comune per indicare ironicamente stati d’animo. La lingua del Sud, il napoletano ne è pieno : stai azzeccato, stai flesciato, stai fora, sono tutte parole che, se servono ad indicare uno stato di sofferenza, allo stesso tempo ironizzano, non interrompono la comunicazione, non indicano uno stato patologico.

Decifrare il linguaggio ermetico è compito del cerbello che voglia restringersi consapevolmente, che voglia apprendere la teoria. Un minimo sforzo di comprensione in un momento storico di forte svilimento della comunicazione, facoltà tutta umana che quando parte dal rispetto reciproco e dalla curiosità non può produrre che bene. Quando viene utilizzata monopolisticamente per confondere le coscienze, quando parla agli istinti più che alla ragione, ha sempre prodotto enormi danni, stermini di massa e morte per tutti, chi la fa e chi la subisce.”

A mio modestissimo parere è un vero genio.

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